Intervista a Vincenzo Bosica, autore di Irregolare, romanzo cyberpunk

video frame E’ uscito ad agosto il suo primo romanzo cyberpunk, Irregolare, ed incontro l’autore Vincenzo Bosica per la sua prima intervista ufficiale.
Arriva puntualissimo e sorridente, nel suo vestito chiaro estivo. Mi tende la mano, toglie gli occhiali da sole e vince quella punta di imbarazzo iniziale schizzando su un foglio una figura umana nerboruta, con una penna blu rubata alla mia scrivania. Un respiro profondo, si inizia.

- Che tipo di scrittore è Vincenzo Bosica?
Non sono uno scrittore e definirmi tale significherebbe fare un torto a chi sa scrivere veramente però avevo qualcosa da dire e quindi l’ho messo su carta con la speranza che chi leggerà quello che si ho scritto si emozionerà tanto quanto me quando l’ho scritto.

- Scrivere per te corrisponde a un’urgenza personale o è invece una sorta di dovere o di protesta?
Un’urgenza personale così come lo è ogni aspetto della mia creatività. Sia quando disegno, sia quando urlo, in ogni parte della mia vita scrivere rappresenta comunque uno dei canali di sbocco della mia creatività.

- In che modo progetti le tue storie?
Arrivano. Non c’è un filo conduttore come non ce n’è mai stato in nessun fattore della mia vita. Viene. Non c’è programmazione.

- C’è un momento particolare della giornata in cui arrivano queste storie?
No, può essere ovunque e possono dipendere da un qualunque accadimento, un qualunque accadimento, un qualunque dettaglio che io possono vedere o sentire.

- Quindi sei quel genere di scrittore che gira con il moleskine nella tasca?
No, perchè ho ancora una buona memoria e riesco a mantenere fermo il pensiero fino a quando non torno a casa.

- Quali sono i temi più importanti del tuo romanzo?
Fondamentalmente di tema ne è uno solo e risponde alla domanda di "cosa ci riserva il futuro?". Ed il romanzo appunto nasce da questa domanda, ovvio che poi è per l’appunto fantasticato e romanzato ma molti elementi che ci sono sono tratti dalla realtà.

- Ti sei ispirato a qualcosa o a qualcuno in particolare quindi?
Qualcosa è il reale, basta vedere ciò che ci circonda ed è già molto di futuro c’è, magari non lo conosciamo, però tante cose sono così incredibili che a noi possono sembrare del futuro, quando invece non lo sono. Per quanto riguarda qualcuno non sono il primo a scrivere questo genere di cose e di autori da citare sarebbero davvero tanti.

- Una costante dei tuoi personaggi sono il pessimisto, l’essere irrascibile e sempre con i nervi in tensione, come mai?
Mi sono basato su tante persone che conosco, ogni personaggio è qualcuno che conosco, mi aiuta molto a dare una visione a tutto tondo di quello che è la struttura del personaggio in sè, quindi sono tutte persone che conosco direttamente, ovviamente sempre travisate nel gioco del romanzo però nascono appunto da queste persone e così come sono io dinamico eclettico pronto a cogliere ogni minimo particolare così ho scelto persone che mi sono vicino che hanno la mia stessa prerogativa.

- Che rapporto hai con i tuoi personaggi?
Nessuno, se non che molti li invidio, ognuno di loro ha qualcosa di invidiabile, anche i cani o meglio forse ancora di più i cani.

- Nel tuo romanzo c’è un cattivo con cui ti identifichi maggiormente?
No, non c’è il cattivo con cui mi identifico anche perchè se vogliamo anche lo stesso protagonista non è un buono, è molto reale come una persona ha un lato buono ed un lato cattivo e si vedono entrambi nel libro.

- Mi dai una descrizione sommaria del protagonista?
Maschio, investigatore di polizia, in lotta per una promozione con la quale deve competere con un altro detective, in lotta continuamente con i suoi superiori perchè è una testa calda e ha sicuramente ha qualche problema con i superiori, fondamentalmente pessimista ma con un barlume di speranza nel futuro, diciamo una personalità abbastanza complessa.

- Come mai la scelta di non dare un luogo ed un tempo definito al tuo romanzo?
Perchè quello che può accadere ovunque in un tempo che può essere prossimo o molto remoto.

- E’ una costante dei romanzi di fantascienza?
No, assolutamenta.

- I tuoi studi hanno influito in qualche modo sulla tua giovane carriera di scrittore?
Si, così come ha influito su questa carriera ogni aspetto della mia vita, dall’amico, alla famiglia, alla stessa città in cui vivo, ogni elemento ha fatto si che si costruisse intorno a me affinche io potessi essere ciò che sono ora.

- È più difficile iniziare un racconto, trovare l’incipit e l’ispirazione giusta, oppure finirlo, individuare il momento giusto per la chiusura?
Per quanto riguarda i racconti hanno una vita a sè, i racconti generalmente riescono ad essere creature dello scrittore, si capisce subito dove devono iniziare, quando devono finire e di cosa devono parlare e tutto lo sviluppo della tramma. Il romanzo è diverso, nel romanzo non è lo scrittore che comdanda, è il romanzo stesso che si evolve e si lascia vivere e scrivere, lì è una creativa che diventa viva da sola, è il romanzo che sceglie quando finire.

- Quanto hai impiegato per scrivere Irregolare?
Un anno intero. - risposta secca, sembra non voler entrare nel dettaglio, quindi passo avanti -

- Ci sono degli scrittori con cui in genere fai squadra, ti confronti o con cui discuti di quello che scrivi?
Nessuno però ho avuto modo di sottoporre il manoscritto a molti fidati amici che per cultura o professione sono abituati a leggere.

- E questo ti aiutato in qualche modo o ti ha riempito di dubbi?
No, non mi ha nè aiutato nè riempito di dubbi, semplicemente ho accolto le loro critiche o i loro complimenti e sono andato avanti.

- Quindi non ti piacerebbe un confronto diretto con altri scrittori?
Ogni confronto penso che possa essere di grande vantaggio per tutti i partecipanti, non ho assolutamente nulla in contrario.

- Ma non lo cerchi?
Ma non lo cerco!

- Se dovessi bilanciare la ‘quota’ autobiografica e generazionale del tuo romanzo quali sono le percentuali?
Premetto che come stile di scrittura non è difficile quindi è alla portata di tutti, è vero anche che molti dei temi trattati sono molto specifici e decisamente tecnici quindi comunque credo che un target che va dai 20 ai 40 sia l’ideale.

- E quali sono questi temi molto specifici e decisamente tecnici per incuriosire chi ancora non ti ha letto?
Dettagli sulle nuove tecnologie, dalla armi, ai sistemi anti intrusione o protesi cibernetiche.

- Libro sul comodino in questi giorni?
L’illusione di dio di... E’ un saggio sulla razione del non credere in un dio.

- Libro che tieni sulla scrivania come una Bibbia?
... di Richard Morgan, un autore che io considero alla vetta per quanto riguarda il cyberpunk oggi.

- Qual è la prospettiva del cyberpunk secondo te in Italia?
Nessuna, a mio avviso non esiste oggi un autore degno di proseguire l’eredità cyberpunk degli anni ’80. Con questo non voglio assolutamente dire che adesso ci sono io, però ci provo.

- Per te cos’è il cyberpunk?
E’ il mondo in cui viviamo oggi, domani. E’ la realtà che arriverà tra poco, è il degrado che piano piano ci sta accompagnando, è la perdita di valore, è il pessimismo che comunque regna sempre di più nelle persone, per tanti problemi dall’economia ai disastri ambientali, è il crescente inquinamento, tutto questo è cyberpunk.

- Perché un lettore dovrebbe acquistare Irregolare di Vincenzo Bosica invece dell’ultimo di Stephen King?
Prima di tutto per conoscere un autore nuovo e non fa mai male, seconda cosa perchè di thriller ce ne sono tanti, di romanzi cyberpunk ce ne sono molti di meno.

- Come è stata la tua fase di scrittore dilettante?
Lo sono ancora, non è mai passata e non tramonterà mai, mi sentirò sempre un dilettante. - leggo nel suo tono una grande convinzione, non c’è finta modestia -

- In che modo sei riuscito ad interessare il tuo editore, Solfanelli?
Sottoponendo dapprima alcuni miei racconti e poi il romanzo scritto che è andato a finire nelle mani dei diretti curatori del settore e hanno espresso parere positivo sull’opera.

- Una fiaba che ha influenzato l’infanzia di Vincenzo Bosica qual è?
Non ho mai avuto qualcuno che mi leggesse delle fiabe quindi, nessuna.

- Perchè Irregolare?
Fa parte della concenzione del cyberpunk, è fuori dagli schemi, è irregolare. Indipendentemente poi da questo è anche ciò su cui ho costruito tutta la storia, non vi svelo molto ma è una categoria di persone.

- Cosa verrà subito dopo Irregolare?
Irrazionale. - il tono è maestoso, serissimo -

- Hai già in mente la trama?
Si ma per il momento non ho ancora trovato il tempo di scriverlo.

- Nella tua biografia leggo che una domanda che ti poni spesso è "cosa accadrà domani?"...quindi cosa accadrà domani secondo Vincenzo Bosica?
Se non vinco il superenalotto sarò costretto a vivere nel mondo che io ho descritto nel libro e non mi piacerà.

- Chi è Vincenzo Bosica?
L’autore di Irregolare. - risposta netta, precisa, sembra non voler dire altro -

- Ma più profondamente chi è Vincenzo Bosica? - voglio andare più a fondo, ahimè con scarsi risultati -
E’ un grafico pubblicitario nonchè creativo a 360 gradi che si impegna in tanti versanti ma una persona come tante altre, con tanta fantasia.

- Ed ora fatti una domanda... - fa una sonora risata, mi guarda con curiosità ma risponde prontamente -
E’ meglio bruciare all’inferno o spegnersi lentamente in paradiso? Nettamente il primo!




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